LA FREQUENZA DELL’AMORE – Intervista a Massimiliano Babusci sulla sua professione di counselor sistemico – parte 1

Sibilla Iacopini: Max, ma qual è la tua professione?

Massimiliano Babusci: Innanzitutto, non è una cosa da fare a livello mentale, perché a livello mentale sappiamo già che effetto ha, cioè quello di attrarre persone che sono nel mentale e siccome io non sono psicologo né psicoterapeuta né medico non ho nessuna intenzione di attrarre quel tipo di frequenza e di clienti. La frequenza che potrei attrarre io, che sto attraendo e che voglio continuare ad attrarre è la frequenza che chiamo semplicemente quella dei ricercatori, ma non come si intendeva una volta, quando era una cosa da fricchettoni e magari una moda: ricercatore secondo me è il ricercatore dell’autentico, dell’essenza, sannyas come si direbbe in indiano; è colui o colei che accoglie la realtà così com’è e cerca di trovare quelle sfaccettature evolutive della realtà che gli permettono di svelare ancora di più se stesso, di vivere più pienamente la propria vita.

Questa è una frequenza che non parte né dalla malattia, né dai problemi, nasce da uno stimolo interiore molto forte a permettere al mondo di manifestarsi anche tramite lui o lei. Ecco, mi piace attrarre quel tipo di frequenza lì perché è dove sono io, dove sono stato io (per diverso tempo anche non sapendolo) e nel momento in cui Attilio (Piazza, N.d.A.) ha lasciato il corpo e mi sono trovato in un certo senso a voler fare un punto della situazione su queste cose, mi sono reso conto che saranno almeno 15 anni che faccio questo, che qui io posso tendere una mano. In un senso fisico, come se facessimo una passeggiata, con una persona o un gruppo di persone, con serenità.

Già se vieni con un tema io mi rendo conto che, se posso, ti do una mano, ma in cuor mio spero che il tuo problema si trasformi nella porta dalla quale accedi in una stanza che non hai mai visto e che ti faccia dire caspita, interessante anche questa prospettiva, in modo da attivarti verso una ricerca. Quasi mai si sostituisce il proprio punto di vista con quello di un altro, ma spesso dall’accoglienza dell’altra prospettiva si trova il proprio “nuovo” punto di vista. Tra i miei clienti ci sono quelli che vengono una volta e poi non li vedo più per quattro o cinque anni o per tutta la vita, anche perché magari sono riusciti a fare un figlio, ad adottarlo, a trovare l’Anima gemella, a chiarire o raggiungere l’obiettivo lavorativo o personale, si sono liberati un po’, svelati un po’ di più…

 

S.I.: Ecco, hai detto molto bene una cosa che io ho sempre sentito: ovvero che nell’avvicinarmi alla crescita personale non ho mai voluto essere la psicologa che riceve uno che ha un problema ecc… io voglio contribuire e avere a che fare coi sani.

M.B.: Sì sì, ma io poi sano, malato… non so quanto valgano queste etichette.

 

S.I.: Coi sani, intendo dire con persone che non hanno da fare uno specifico lavoro di ristrutturazione della personalità, che non hanno quello come priorità. Poi nel processo, ovviamente, se tu ti trasformi anche degli aspetti della tua vita si trasformano e magari diventano opportunità da cogliere. Dei problemi vanno a posto.

M.B.: Io non ho studiato psicologia, ma sarebbe stupido pensare che non succeda niente, nella relazione con l’altro, parlando della mia e della loro esperienza di vita, del cosa fare per vivere più sistemicamente.. Tendo a non dare consigli ma di fatto, anche come postura interiore, se tu mi parli, in un certo senso io sono un consiglio, sono un altro punto di vista. Però non è quello l’intento, questo è il punto. Non vado intenzionalmente, ad esempio, a interferire sulle strutture di personalità nella psiche della persona, sul suo modo di pensare, perché non saprei nemmeno con quali strumenti farlo, però mi accorgo che a volte le persone hanno bisogno di un livello che non è quello terapeutico, dello psicologo, psicoterapeuta o psichiatra esperto, basato su prerogative di ruolo, dove io so dirti cosa fare, cosa dire o non dire. Hanno bisogno di fare un pezzo di strada insieme

 

[continua…]

 

Massimiliano Babusci sarà al Centro Yoga Yoko sabato 14 ottobre per un intero pomeriggio di Costellazioni Familiari e approfondimento sul tema “Essere genitori oggi: missione possibile?

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