CHAKRA E NADI, UNA DIMENSIONE METAFISICA

Il termine sanscrito chakra ha molte traduzioni: “ruota”, “disco”, “cerchio” e anche “centro”. Nelle tradizioni tantriche, sia dell’induismo che del buddismo, per chakra si intende un elemento del corpo sottile energetico, il cui centro, un nucleo di vuoto, è l’aspetto segreto, esoterico. Questo spazio vuoto è ritenuto una sorta di portale di energia superiore, da cui dunque l’energia sottile stessa ha origine.
La ricerca e l’intelligenza delle popolazioni orientali si è dedicata molto, nel passato, a studiare la forma e il movimento dell’energia vitale: un campo di indagine che può essere descritto come una specializzazione metafisica. Questo tipo di ricerca è avvenuta per mezzo di esperienze soggettive, poi tramandate non certo per analisi oggettive, ciò significa che non esiste alcuno strumento o tecnologia sufficientemente sensibile da poter verificare gli strati sottili dell’energia. Tutt’oggi qualcosa di più scientificamente dimostrabile è stato verificato attraverso il processo fotografico Kirlian, ma ci auguriamo che presto si possa arrivare a dimostrazioni scientifiche più concrete…
Un’analisi attenta.
I chakra vengono descritti non solo come centri di energia sottile, ma anche come portali
di ricezione, assimilazione e trasmissione di: energia vitale, informazioni e qualità definite divine (quali ad esempio l’amore universale, la creatività, ecc.).
Anche nei testi più antichi, rispetto alle tradizioni tantriche citate, si trova una descrizione che suggerisce quanto detto:
“ In questa città del Brahman (che è il corpo) un sottile loto forma una dimora, dentro la quale vi è un piccolo spazio vuoto.
Bisogna ricercare ciò che vi è dentro questo spazio vuoto, bisogna desiderare di conoscerlo. E se qualcuno domanda: «In questa città del Brahman un piccolo loto forma una dimora nella
quale vi è un piccolo spazio vuoto; che cosa racchiude che sia necessario ricercare, che occorra desiderare di conoscere?». Bisogna rispondere: «Questo spazio che si trova all’interno
del cuore è altrettanto vasto quanto lo spazio che abbraccia il nostro sguardo.
L’uno e l’altro, il cielo e la terra, vi sono riuniti; il fuoco e l’aria, Il sole e la luna, la folgore e le costellazioni e tutto ciò che appartiene a ciascuno di loro in questo mondo e ciò che a loro non appartiene, tutto ciò vi è riunito»”.
Chandogya Upanishad,
VIII, 1,3

Questa è una bellissima descrizione del chakra
del cuore, Anahata chakra, dal sanscrito an (non), ahata (battuto), è il suono che nasce senza che due oggetti si colpiscano. Si traduce come “cerchio del suono incausato”, o anche “non colpito”.
È chiamato così perché si dice che gli yogi, in questo luogo metafisico, possano percepire per la prima volta il cosiddetto suono di Brahman (sabda brahman – suono trascendentale della creazione).
È detto anche chakra del cuore, perché si localizza nel petto. È considerato, infatti, nella Shiva-samhita (XVIII sec.) la sede del prana (soffio vitale) e del jiva-atman (anima individuale, responsabile del primo battito cardiaco di ogni embrione): “Il Jivâtmâ. 37. Nel corpo così descritto dimora il Jivâ, onnipervadente, ornato con la ghirlanda dei
desideri senza fine e incatenato al corpo dal Karma.”
“II – 56. Il Ghata è descritto come lo stato in cui i Vâyu Prâna e Apâna, le Nâdi e i Vindu, il Jivâtmâ (lo Spirito Umano) e il Paramâtmâ (lo Spirito Universale) si combinano e cooperano.”
Si può intuire dunque perché sia così importante.
Tutte le tecniche dell’Hatha Yoga si basano sulla conoscenza tramandata di un corpo energetico che è composto a sua volta di nadi e chakra. L’energia (il prana) scorre nel corpo
attraverso le nadi (da nad che significa “fluire/flusso”), che sono migliaia, e che possono essere in qualche modo paragonate ai meridiani della medicina cinese.
Le nadi sono una vera e propria rete di flussi energetici intercomunicanti. Questo sistema è costituito da diversi canali principali e da un’infinità di canali minori che tendono
progressivamente ad assottigliarsi. Il modello metafisico del sistema dei chakra viene tramandato in India dalla notte dei tempi; le nadi principali si intersecano lungo la colonna vertebrale, che è il canale energetico per eccellenza.
Le tre nadi principali. La spina dorsale, parte del sistema nervoso centrale, ha dunque un ruolo primario nella circolazione delle energie sottili perché vi scorrono le nadi e i chakra principali. L’energia vitale, per scorrere, si polarizza come segue:

Ida – chiamata anche Chandra nadi (canale lunare): corre lungo il lato sinistro della colonna e termina nella narice sinistra; si suppone regoli il sistema nervoso parasimpatico;
Pingala – chiamata anche Surya nadi (canale solare): corre lungo il lato destro della colonna vertebrale e termina nella narice destra; si suppune regoli il sistema nervoso simpatico;
Sushumna – si estende dal chakra di base lungo la colonna vertebrale e termina nel chakra
della corona, chiamato la Porta del Brahman.
Essa viene anche chiamata il canale di fuoco o fiume Saraswati. Equilibra e trascende il sistema nervoso. I testi antichi descrivono Ida e Pingala scorrere come un’elica; mentre Sushumna costituisce un flusso verticale e lineare che collega simbolicamente il cielo alla terra, situandosi al centro del midollo spinale. Le nadi s’incrociano in vari punti formando così dei vortici di energia vitale: i chakra.
I chakra vengono descritti come centri che registrano frequenze diverse. Ogni chakra ha una frequenza specifica con uno scopo fisiologico, vitale ed evolutivo, cominciando dall’istinto di sopravvivenza e passando attraverso la manifestazione di qualità più evolute come, ad esempio, la capacità di amare o l’invenzione creativa.
Rappresentano degli archetipi di un potenziale latente e vengono raffigurati simbolicamente
sotto forma di fiori di loto composti da un numero di petali, colori e simboli differenti, a seconda del chakra. Il fior di loto ben si adatta ad essere il simbolo dei chakra: affonda le radici nel fango e si dischiude manifestando bellezza, purezza e fragranza.
I chakra si evolvono naturalmente durante il corso della crescita dell’individuo.
Ognuno, infatti, rappresenta un’area della vita umana da esplorare, integrare e realizzare.
Se un chakra, ad esempio, a causa dell’ambiente, dei traumi subiti, di un’alimentazione
scorretta, o per altre cause non è riuscito a svilupparsi adeguatamente in modo naturale, si risente di qualche squilibrio; il buon funzionamento è fondamentale per la salute di
corpo, mente e spirito. Nei testi più antichi si menzionano innumerevoli chakra e nadi, ciò significa che non esiste una sola particella infinitesimale del nostro corpo che non funzioni come organo di ricezione, trasformazione trasmissione dell’energia sottile.

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