IN UN MONDO IN CUI TUTTI CORRONO, FERMATI!

Per il nostro benessere è necessario imparare a rallentare e fermarsi. La tecnologia ci ha fornito strumenti innovativi in grado di farci risparmiare tempo, ma è buffo constatare che gli spazi liberi guadagnati sono stati utilizzati per fare ulteriori cose, rendendo la vita ancora più frenetica e stressante.
Superando i condizionamenti mentali e sociali dovremmo imparare a prenderci tutto il tempo necessario per noi, iniziando a rallentare per poi fermarci.
Pensiamo alla musica: il silenzio, un vuoto all’interno di un brano, diventa il ritmo di una melodia, rappresenta una pausa temporanea che contribuisce a dare un senso all’insieme ed è indispensabile per reggere il discorso musicale. Senza quella sospensione, quel momento di silenzio, la struttura del pezzo crollerebbe. Anche nel linguaggio funziona in modo analogo: nello scritto, le virgole, i punti e i due punti, aiutano chi legge a riflettere, rendendo il discorso più comprensibile; nel parlato, le pause sottolineano emozioni, le sospensioni esaltano l’attesa e l’attenzione dell’interlocutore.

LE PAUSE AIUTANO
Rallentare, fermarsi, è importantissimo. Entrambi servono per allentare le tensioni, per essere più creativi e, talvolta, possono far bene anche all’amore nel senso più ampio: amare se stessi, gli altri, la vita. È capitato a tutti di apprezzare il dolce far niente, passeggiando senza meta, abbandonandosi su una poltrona o in un momento di attesa…
Nel nostro vivere quotidiano sembra che il tempo non sia mai abbastanza; anche durante una vacanza risulta difficile rallentare e riposare interiormente.
Fermarsi, invece, è ozio creativo. Non a caso, il significato latino originale (otium) fa riferimento a un lasso di tempo, più o meno lungo, durante il quale non viene svolta
nessuna attività, “uno stato di ozio felice e spensierato” che, nei tempi antichi, era riservato solo alle classi nobili. I poeti esaltavano questi momenti lievi: «O Meliboe, deus nobis haec otia fecit», ovvero «O Melibeo, quest’ozio è il dono di un dio».
Interrompere il flusso di lavoro, prendersi una pausa, aiutano a mettere in ordine le idee, a sentirsi soddisfatti e a ritrovare la motivazione per continuare con ancora più entusiasmo e gioia. Il “tempo vuoto” è prezioso, per questo, quando si presenta un momento libero e la nostra mente cerca un modo per poterlo riempire, possiamo invece fare dei bei respiri profondi. Le persone iperattive, se da un lato sono in grado di fare tante cose contemporaneamente, dall’altro vivono uno stato di frustrazione continua, alla perenne
e spasmodica ricerca di un appagamento che non arriverà mai e a cui si aggiunge la stanchezza dovuta al portare avanti tanti impegni. Un momento di ascolto della respirazione può rappresentare un importante investimento nel nostro benessere.

IMPARIAMO A FERMARCI
Con lo Yoga e la Mindfulness s’impara a rompere il circolo vizioso che ci spinge a essere costantemente in moto e considera la possibilità di ritagliarsi momenti di stasi per riscoprire
il piacere di essere spensierati, senza fare nulla. Questa scelta di vita può portare molti benefici come il rafforzamento del senso d’indipendenza, dell’empatia, dell’autostima, dell’amore e del pensiero positivo. Praticando, impariamo a ritagliarci sempre più tempo per riconoscere (e fare) ciò che piace, lasciandoci sorprendere da ciò che accade.
Anche l’amare ha bisogno di lentezza: esige cura e pazienza per coltivare e rigenerare al meglio questo importante aspetto della vita, occorre valorizzare un tempo “vuoto” nel quale racchiudere l’ascolto di se stessi e dell’altro.
Fermarsi è collegarsi alla nostra essenza, ci porta a sviluppare una maggiore consapevolezza di noi stessi e, cosa molto importante, garantisce un’energia e una forza incredibili.
Quando questo principio diviene chiaro nella nostra mente possiamo imparare a dare priorità alle pause, tutti i giorni, anche se per poco, senza preoccuparci se all’inizio non percepiamo un cambiamento. Solo attraverso la pratica costante riusciremo a sentire e ascoltare ciò che l’Io profondo ha da comunicarci.
In molti resteranno sorpresi nel constatare quanto sia diverso l’anelito dell’anima rispetto a quello che, apparentemente, vuole la mente.

PRATICA COSTANTE
La Mindfulness può essere praticata sempre e ovunque: mentre si lavora, si cammina, si parla e in piena presenza si entra in uno spazio ricettivo in cui si sospende ogni giudizio; niente è insignificante o banale perché anche l’azione più semplice, percepita nella consapevolezza, ha un estremo valore e significato.

” Puoi vedere le mie cinque dita, ma qualcuno può vedere i cinque spazi vuoti tra le mie dita. Normalmente non si vedono gli spazi, si vedono le cinque dita. Ma gli spazi sono più reali: le dita possono esserci o non esserci gli spazi rimangono.
Tra i suoni di una musica esistono spazi di silenzio. La musica autentica non sta nei suoni ma negli spazi. I suoni vanno e vengono; gli spazi rimangono.
E la musica può renderti più consapevole degli spazi vuoti in modo migliore che niente altro; dunque devo dire che la musica viene dal silenzio.”
Osho




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